Sai quando vorresti dire qualcosa ma non sai se riuscirai a trovare le parole giuste? Quando piuttosto che rischiare di sbagliare preferisci tacere? Ecco. Proprio a questo mi riferisco. Che poi qualsiasi cosa mi venga in mente di dire o di scrivere, probabilmente è già stata detta o scritta da qualcuno. Forse vale la pena restare in silenzio. Quindi non ti dirò che oggi, passeggiando per le strade della città, ho ripensato a quel discorso che abbiamo fatto la prima volta che ti ho conosciuto. Che immersa nel viavai della gente mi sono ritrovata a pensare che siamo davvero tanti su questo pianeta. Che non è facile riconoscersi tra migliaia di persone, capire chi farà parte del tuo percorso e chi invece si ritroverà a passarti accanto, in penombra, restando un figurante di uno spettacolo che non concede bis. Non ti dirò che, con un sorriso, ho ripensato a quella domanda che ti ho posto mentre mi camminavi accanto con passo veloce. Come si fa a riconoscere l’amore in mezzo a questo casino? In fondo le storie iniziano, finiscono, si riprendono; conosci una persona nuova ed improvvisamente una relazione di anni viene messo in discussione. In realtà non so se te l’ho chiesto davvero o se stavo solo riflettendo a voce alta. Ma non è importante. Mi hai risposto con la velocità di chi certe domande, in passato, se le è già poste. Hai detto che l’amore, quello vero, lo riconosci perché rinasce ogni giorno. Perché ti fa innamorare della vita senza chiedere nulla in cambio.
Non ti dirò che nei mesi successivi ho ripensato tanto alle tue parole.
Che all’inizio avevano lo stesso sapore della malinconia ma poi hanno iniziato a tingersi di gratitudine, di quella gioia che c’è ma non sai spiegarti.

Non ti dirò che avevi ragione tu.
Tanto non servono a nulla le parole con te.

Nel viavai frenetico e rumoroso dei passanti, sei l’unica voce che risuona sulle stesse frequenze di questo silenzio.

(Alessandra Loreti – illustrazione di Chiara Topo)

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