“Pronto?”
“Ciao… Sono io. Ti stavo pensando e…”
“Non mi aspettavo una tua chiamata”
“Nemmeno io pensavo di chiamarti”
“Ma lo hai fatto.”
“Già, perché volevo farlo”
“Volevi farlo? Sono mesi che non ci sentiamo”
“Lo so. Avevo bisogno di parlarti”
“Ma io non so se ho voglia di ascoltarti.”
“Sarò breve, lo giuro”
“Inizia.”
“Ti penso”
“Mi pensi?”
“Ogni giorno”
“Eppure te ne sei andata”
“Sai perché l’ho fatto.”
“No, non lo so. Non so nulla io. Non so neanche cosa ti aspetti da me”
“Non mi aspetto niente”
“E allora perché mi hai chiamato?”
“Per dirtelo. Per dirti che non mi aspetto più nulla”
“E cosa resta, ora, se non hai più aspettative?”
“Resti tu. Resto io. Lo sai.”
“Cosa dovrei sapere?”
“Che alla fine dei conti, al di là le aspettative, delle paure
e del desiderio resta solo quello che deve restare.”
“E se non resto?”
“Non ti cerco più”
“Te ne dimentichi?”
“Imparerò a conviverci”
“Si può convivere con l’assenza?”
“Solo se resti presente a te stesso”
“E tu ci sei?”
“Mai come ora”
“Ok. Ci vediamo domani?”
“Ti sento adesso”
“Allora sentiamoci adesso e vediamoci domani”
“Ci sarò”
“Dove e quando?”
“Lo sai”
“Sono già lì”
“Sto arrivando…”

[Resti – Alessandra Loreti]

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